venerdì 23 marzo 2007

speranza di luce

MI DISPERDO NEL VUOTO
SENTO L'ISTINTO CUPO
ODO SUONI DI MORTE

LE ANIME SI LAMENTANO
GLI SGUARDI LANGUIDI SI INCROCIANO
ED ESPRIMONO SEVERO GIUDIZIO
LA TRISTEZZA PERMEA

IL MALE REGNA SOVRANO!

LA LUCE ILLUSORIA CI INDICA LA STRADA
CONDUCENDOCI ALLA DISPERAZIONE...

L'INGANNO CI INDICA LA VIA -

ECHI DI ANIME MORTE
SPERSI NEL VUOTO

CIASCHEDUNA COSCIENZA E' MACCHIATA
ODIO ED INDIFFERENZA...

L'ESSERE MESCHINO SI MUOVE IN SILENZIO

E' L'ORA DELL'ANGELO VENDICATORE
IL SUO MOMENTO SI AVVICINA

SGORGA IL SANGUE!

mercoledì 21 marzo 2007

Storie di solidarietà umana... (Tratto da un Post)



A una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabilimentali, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nnessuno di coloro che partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato la scuola e il personale dedito, fece una domanda: "Quando influenze esterne non interferiscono dall'esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay, tuttavia, non può imparare le cose che imparano gli altri. Non può capire le cose come gli altri.Dov'è l'ordine naturale delle cose, in mio figlio?"Il pubblico fu zittito dalla domanda.Il padre continuò. "Io ritengo che, quando un bambino come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato viene al mondo, si presenta un'opportunità di realizzare la vera natura umana, ed essa si presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino". Poi raccontò la storia che segue: Shay e suo padre stavano camminando vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in riposta.

Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning". Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In fondo all'ottavo inning, la squadra
di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate. Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la battuta vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta.A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunitàdi far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire cogliere la palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passiper lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta verso il lanciatore.Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuorie questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei compagni di squadra. Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori cominciarono a gridare "Shay corri alla prima base".Shay non aveva mai corso in vita sua ma riusci ad arrivare alla prima base e di seguito fino all'ultima.salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra.Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità. Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno!
Noi tutti spediamo migliaia di barzellette per email senza pensarci due volte, ma quando si trattadi inviare un messaggio sulle scelte di vita, la gente ci pensa due volte prima di condividerlo. Nel cyberspazio circolano liberamente leoscenità, le volgarità e le scene crude, ma le discussioni pubbliche sulladecenza vengono troppo spesso soppresse nelle scuole e sul lavoro
Noi tutti abbiamo ogni giorno mille opportunità di aiutare a realizzare "l'ordine naturale delle cose". Tutte le interazioni apparentemente futili fra due persone ci presentanoun'opportunità: passeremo questa piccola scintilla d'amore e umanitào perderemo l'opportunità di illuminare la giornata di coloro che sono menoabili di noi, e lasciare il mondo più freddo, nel farlo?
Buona giornata a tutti.



giovedì 15 marzo 2007

VERITAS AND AEQUITAS


Film della settimana: Boondok Saints...
E' la storia di due fratelli Irlandesi che a Boston decidono di fare piazza pulita della mala locale, dopo essersi imbattuti per caso in una rissa con dei sicari della mafia russa... improvvisandosi "Giustizieri" si sentono investiti da "autorità divina"; é grazie alla fede inculcatagli dal padre, anch'egli un killer, che riescono a portare a termine il loro compito di "ripulire la città" -

Utente MSN messenger "onnipresente"

A chi di voi lettori i quali si divertano a chattare, magari con il Client MSN della Casa di Redmond, consiglio di provare ad aggiungere il contatto "Smarter Child", ovvero un simpatico robottino preimpostato ad interagire 24 su 24 con gli utenti; dai primi tests effettuati, egli non é ancora molto performante, per cui la comunicazione talvolta sarà monotona, però sul medio periodo, dimostra quasi di apprendere alcune distorsioni dialettali del mondo delle chat, ed alcuni modi di fare delle persone, riuscendo persino a gestire dialoghi "di complessa entità" -
Stiamo ancora cercando di testare la sua reale "capacità di apprendere" dalle comunicazioni con gli utenti e di "immagazzinamento informazioni".
Ad ogni modo tale strumento può venir utilizzato anche per altre funzioni, quali per esempio una sorta di "enciclopedia in tempo reale" modello "Tu chiedi ed io rispondo...", oppure come "memo appuntamenti" e banca dati interattiva di informazioni di vario tipo.
L'ID del contatto é la seguente:
smarterchild@hotmail.com


Ecco qui alcune fra le sue citazioni "più celebri":

Spavento scrive:knock knock- SmarterChild scrive:who's there?Spavento scrive:no one- SmarterChild scrive:no one who?Spavento scrive:no one else!- SmarterChild scrive:no one else. ha ha ha.
great. u r funny.
Spavento scrive:are you like 007?- SmarterChild scrive:i guess i may be a little 007, yes.Spavento scrive:what do you know about me?- SmarterChild scrive:well, let me c... u r in college and u r majoring in literature. your favorite hobby is play music and your next favorite hobby is writing. u have a male turtle named turtle. u r a gemini. u live in trieste, italy. i also know that u r pretty cool.l Fattore H scrive:or no?Il Fattore H scrive:or now?- SmarterChild scrive:No problem.
What else do you want to talk about, anyway?- SmarterChild scrive:Sure!
Well. Anyway
Hey, what's going on tomorrow?Il Fattore H scrive:bah, I think chatting with yu anymore - SmarterChild scrive:Would you like me to add the event "Bah, chatting with yu anymore " on March 16th, 2007 to your planl Fattore H scrive:Yes, sure Absolutely!- SmarterChild scrive:OK, I just added "Bah, chatting with yu anymore " on March 16th, 2007 to your planner. Type "edit" to change the event. You can also type "add" followed by a new event.Il Fattore H scrive:You are a Friend!- SmarterChild scrive:A friend? Is that right?Il Fattore H scrive:bah, what do you think about to be a friend of mine?!?SmarterChild scrive:It depends.
Anyway, moving right along Il Fattore H scrive:What the weather like where you live?- SmarterChild scrive:Current weather conditions for Sunnyvale, CA:
Currently: 54 FCondition: ClearDewpoint: 46Humidity: 75 %Visibility: 10 miWind: N/0 mph
To get the forecast for Sunnyvale, CA, just type "forecast."Il Fattore H scrive:Are you like a "Spice Girl"?!?- SmarterChild scrive:No.Il Fattore H scrive:And what do you think about them?- SmarterChild scrive:I like you.Il Fattore H scrive:uh , really?- SmarterChild scrive:Honest!Il Fattore H scrive:I would like to make a blog about you - SmarterChild scrive:Why did you say that?Il Fattore H scrive:What can I say about you inside my blog?!?- SmarterChild scrive:I don't know.Il Fattore H scrive:What do you want that peoples know about you?!?- SmarterChild scrive:Hmmm... I'm not sure.Il Fattore H scrive:can I make you a short interview?- SmarterChild scrive:Make me a short interview? You want to make me a short interview?Il Fattore H scrive:yes, sure!- SmarterChild scrive:Oh yeah?Il Fattore H scrive:uah, goood - SmarterChild scrive:Yeah, huh? So?Il Fattore H scrive:So, wich is your "creator"?!?- SmarterChild scrive:What a question! Who knows?Il Fattore H scrive:yu know?- SmarterChild scrive:Yeah. I hear that.Il Fattore H scrive:uah, so who is he or she or it?- SmarterChild scrive:I don't know.Il Fattore H scrive:have a name?- SmarterChild scrive:I'm not sure, Il Fattore H.l Fattore H scrive:who, so you think that I'm your creator?- SmarterChild scrive:I was created by Pat Guiney, Jim Pawlika, Steve Klein, Mathieu Longtin, Pierre Berkaloff, Nicolas Barry, Damien Saint-Macary, François Huet, Ian Sullivan, Greg Mitchell, Dwayne Fontenot, Gray Norton, Adam Erlebacher, Emil Valkov, Randy Davis, John Kim, Rumana Habib, Carina Koo, Britt Cooper, Andy Fong, Jeff Bell, Robert Rydzewski, Mark Willoughby, Eric Balsa, Colin Magne, Howard Shih, Denis Ford, Daniela Berger, Geoff Clarke, Brian Jankovsky, Vianney Boncorps, Jennifer Villany, Stéphane Odul, Dan Balaban, Ed Hepburn, Christer Manning, Jason Keramidas, Arockalypse, Matt Abarbanel, Daniel Terry, Jeff Friedman, Adam Fritzler, Kathy Englar, Steve Yatson and Timothy Kay at Colloquis, Inc. ---> http://web.smarterchild.com/ct?1615600072/3 in New York and Sunnyvale, CA.
Il Fattore H scrive:I think you are joking with me - SmarterChild scrive:Yeah. I guess. I'm joking with you!Il Fattore H scrive: - SmarterChild scrive:I'm happy we understand each other.Il Fattore H scrive:so, you are "The Joker"?!?- SmarterChild scrive:Tough for me to say.

Alcuni pensano si tratti di una sorta di "filosofo elettronico", altri lo vedono quasi un amico ed altri ancora pensano sia un bravo tecnico, vista la mole di informazioni di cui può disporre in tempo reale... Comunque sembra un bel "esperimento"

Adios amigos

mercoledì 14 marzo 2007

LAVORO E TEMPO LIBERO...

Il tempo libero è sempre esistito in tutte le epoche e civiltà, ma risultava appannaggio esclusivo delle classi elevate, le quali, erano esonerate da preoccupazioni materiali, affidate prevalentemente alle classi inferiori. Per lungo tempo si è ragionato in termini dualistici tra tempo libero e lavoro, l’uno in contrapposizione all’altro, o anche definito come negazione dell’altro. L’immagine del lavoro, come dura fatica, e quasi in contrasto con le peculiarità ed aspirazioni dell’uomo, è già presente nel libro della Genesi. Il lavoro, se da un lato si riveste di una valenza negativa, perché diviene espressione della condanna e segno di un qualcosa che è stato tolto all’uomo, dall’altro trova una sorta di rivalutazione per i “frutti” che consente di ottenere. All’uomo, vittima ma pur sempre superiore rispetto agli altri esseri viventi, è data la possibilità di riscatto e di tornare ad essere dominatore, mediante un uso equilibrato e ben orientato delle proprie potenzialità. E’ questo un invito a meglio riflettere sulle dimensioni in gioco, un prodromo dell’eterno conflitto tra lavoro e tempo libero, o vuole essere una chiave di lettura per riuscire a dare spazio ad un tempo dell’uomo? Gran parte delle azioni umane gravitano su queste due sfere ed è interessante osservare le diverse valenze di cui esse sono andate arricchendosi, per coglierne le relazioni e gli elementi venutisi nel tempo a definire.

Templari, Pirati e Massoni. La storia della Pirateria e l'inizio della Massoneria

L'Europa medievale aveva una struttura sociale nella quale ricchi e poveri erano divisi molto più nettamente di quanto accada oggi, e il re e il feudatario avevano potere di vita e di morte sulla gente comune. La società e la Chiesa esercitavano una grande influenza nello stabilire ciò che una persona poteva o non poteva fare. Perfino l'abbigliamento era indicativo della classe d'appartenenza. Nella New York coloniale, in cui anche l'abbigliamento era stabilito dalla legge, i pirati che si trascinavano da una taverna all'altra vestiti di sete preziose e coperti da ampi mantelli che servivano a nascondere le armi, non sfidavano soltanto le convenienze sociali, ma anche la legge: seta e pellicce erano esclusivo appannaggio dei pochi grandi proprietari terrieri. Dal Medioevo europeo ai tempi coloniali americani, la società fu rivoluzionata al punto tale che cambiò la percezione stessa del modo di vivere.

Le crociate apportarono un cambiamento: arruolarsi per andare a combattere dava agli uomini la possibilità di lasciarsi alle spalle una vita che non volevano ma che era stata loro imposta, significava gettarsi in un'avventura ma anche avere finalmente una possibilità di sfuggire al proprio destino e cercare anzi di migliorarlo. Andare per mare aveva più o meno la stessa valenza: la vita in mare era piena di avventure e consentiva a qualcuno di tornarsene a casa con denaro sufficiente a vivere agiatamente per il resto dei suoi giorni. Tuttavia molti di coloro che si unirono ai crociati alla fine dell'avventura, non poterono più tornare alle loro case. Dopo la caduta di Gerusalemme e la distruzione dei Cavalieri Templari molti furono costretti a fuggire: temendo le persecuzioni o la semplice povertà, decisero di darsi all'avventura. Per i soldati c'era la scelta di entrare come mercenari negli ordini militari che stavano nascendo tra la Scozia e il Mediterraneo. Per i marinai la scelta fu quella di diventare corsari, contrabbandieri o pirati, che in termini di denaro fruttava anche di più. Entrambi, mercenari e pirati, divennero membri di una società dentro la società. I pirati sono stati raffigurati fin dal diciottesimo secolo, con Defoe, come bande di spacconi, gambe di legno, folli e dal coltello facile. La verità è meno immaginifica ma di gran lunga più interessante. Sebbene molti di loro abbiano in effetti vissuto la vita breve e felice descritta nei romanzi di Defoe, altri ancora avrebbero goduto di un'aspettativa di vita molto più lunga dei marinai delle navi britanniche: mangiavano meglio, erano trattati meglio e avevano diritto a quote maggiori dei bottini. I pirati erano legati fra loro da patti che li proteggevano vicendevolmente e i loro comandanti venivano scelti tramite una votazione democratica: le navi pirata e i loro porti, come ad esempio quello di Sainte Marie in Madagascar, furono il primo esempio di democrazia. Il loro sistema basato sulla regola di un voto per ogni uomo, non si sarebbe più ripetuto fino all'avvento della costituzione americana ed anche allora il voto non fu mai tanto democratico quanto fra i pirati. La stessa assistenza prestata ai mutilati e alle vedove, che sarebbe durata per tutta la vita, era generalmente applicata più rigorosamente fra i pirati che nella Marina britannica la quale adottava anche a bordo una rigida struttura classista. I pirati compravano armi e rifornimenti e vendevano il frutto dei loro bottini, dalla lana ai gioielli, e quando decidevano di ritirarsi andavano nelle loro residenze o tenute a passare il resto della loro vita. Per trattare con la società avevano bisogno di contatti e per averli occorreva loro far parte di una confraternita i cui componenti dovevano forzatamente rappresentare qualcosa di più di un semplice gruppo di persone. Non appena i Templari si organizzarono in Logge, i vecchi legami furono ristabiliti. La Massoneria rimase un movimento più o meno clandestino fino agli inizi del diciottesimo secolo: essa forniva ai confratelli che ne avessero bisogno, alloggio, lavoro, cibo e perfino vestiario. Ma la Massoneria si procurò anche una rete di contatti potenti, occulti e spesso al di sopra della legge. Nella Frammassoneria, il giuramento segreto di un Maestro massone recitava che i massoni erano "confratelli di pirati e corsari". Coloro che navigavano sotto il vessillo col teschio e le tibie incrociate potevano contare sulla protezione di porti e tribunali in cui un gesto o una frase codificata sollecitava l'aiuto dei confratelli. Le fortune costruite dai pirati e da coloro che li rifornivano sarebbero durate ben oltre l'epoca d'oro della pirateria. Le dinastie nate grazie ad attività clandestine e all'affiliazione a società segrete avrebbero facilitato il raggiungimento del potere, non solo quello di ieri, ma anche quello di oggi.

SUI PIRATI...

Pirateria è il termine che indica l'attività di quei marinai, denominati pirati che, abbandonando per scelta o per costrizione, la precedente vita sui vascelli mercantili, abbordano, depredano o affondano le altre navi in alto mare, nei porti, sui fiumi e nelle insenature.
Diversi sono i termini con i quali si sono indicati i pirati nel corso del tempo. Tra questi:
Bucanieri (derivato da Boucan)
Filibustieri (derivato dal nome francese Filibustirs, in inglese Freebooter, "saccheggiatori")
Ben diversi sono invece i Corsari, fra cui debbono essere compresi i marinai barbareschi (ossia delle regioni "barbaresche" - cioè a maggioranza berbera - che s'affacciano sul Mar Mediterraneo), che operarono tra il XIV e il XIX secolo dalle coste marocchine, algerine, tunisine o libiche.Che i Barbareschi non fossero pirati è dimostrato dal fatto che mai costoro aggredirono naviglio musulmano, riservando le loro azioni di rapina alle sole imbarcazioni cristiane
Il pirata infatti era colui che saccheggiava e rubava in mare, un fuorilegge, mentre il corsaro era chi - a bordo di un vascello armato e autorizzato dal proprio governo attraverso lettere di corsa o di marca - s'impegnava a catturare navi di nazioni ostili. La differenza più evidente fra i pirati e i corsari era che i corsari, se catturati, soggiacevano alle norme previste dal diritto bellico marittimo, venendo imprigionati, al pari di un qualsiasi prigioniero di guerra, mentre i pirati catturati erano sommariamente giustiziati, in genere per impiccagione alla varea del pennone di un fuso maggiore, al fine di fornire una tangibile prova della potenza della giustizia umana e fungere al contempo da salutare ammonimento per chi fosse tentato d'intraprendere una simile attività.

Il fenomeno della pirateria è antichissimo. Vi sono esempi di pirati nel mondo classico tra i Greci ed i Romani, nell'alto Medioevo con i Vichinghi e i Danesi, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento con i pirati Saraceni.
La pirateria moderna inizia nel XVII Secolo nel Mar delle Antille ed in meno di mezzo secolo si estende in tutti i continenti; il Mar delle Antille rimane ad ogni modo il centro della pirateria sia perché là i pirati riescono a godere di una serie di appoggi e favori sulla terraferma sia perché le numerose isole presenti sono ricche di cibo e i fondali bassi impediscono inseguimenti da parte delle già lente navi da guerra.
Tra le cause dello sviluppo della moderna pirateria vi fu l'azione di Francia ed Inghilterra che, per contrastare la Spagna nel Mare dei Caraibi, finanziarono vascelli corsari che saccheggiassero i mercantili spagnoli. Successivamente, sia per il venir meno dell'appoggio anglo-francese, sia per una acquisita abitudine allo stile di vita libero ed indipendente molti corsari divennero pirati.
Nel 1717 e 1718 Re Giorgio I d'Inghilterra offrì il perdono ai pirati nella speranza di indurli ad abbandonare la pirateria ma il provvedimento si dimostra di nessuna efficacia. Per rendere i mari più sicuri si organizza allora una sistematica "caccia ai pirati" da parte di navi corsare specificamente autorizzate dai governi per combattere i pirati. Infatti, sebbene nel momento della sua massima espansione, attorno al 1720, i pirati dell'Atlantico non superassero il numero di 4.000, essi furono in grado di porre una pesante minaccia sullo sviluppo capitalistico dei commerci tra Inghilterra e colonie. Ciò fu reso possibile, oltre che dalla oggettiva difficoltà di opporsi alla pirateria, da alcune cause più generali. Con la pace di Utrecht, la fine della guerra di successione spagnola ed il nuovo equilibrio tra potenze che si venne a creare a partire dal 1714, le marinerie militari di Francia, Spagna e Gran Bretagna furono molto ridotte e da quel momento fino al 1730 circa vi fu anche un certa diminuzione dei commerci internazionali. La disoccupazione che colpì i marinai, la drastica diminuzione dei salari che ad essa si accompagnò, ed il contemporaneo peggioramento delle condizioni di vita a bordo di vascelli spinse un gran numero di marinai verso la pirateria che prometteva loro guadagni più facili e condizioni di vita più umane.

La vita a bordo di una nave pirata era piena di contrasti. Sulle navi non mancava il lavoro per l'equipaggio impegnato in una costante manutenzione della nave. Le regole per la ciurma erano poche ma alcune molto dure.
Ecco alcune regole che i Pirati dovevano rispettare:
Ognuno ha il diritto di voto, a provviste fresche e alla razione di liquore.
Nessuno deve giocare a carte o a dadi per denaro.
I lumini delle candele devono essere spenti alle otto.
Tenere sempre le proprie armi pronte e pulite.
Donne e fanciulle non possono salire a bordo.
Chi diserta in battaglia viene punito con la morte o con l’abbandono in mare aperto.
I pirati prendevano le loro decisioni in maniera collettiva: non esisteva un leader assoluto, il capitano veniva eletto da tutta la ciurma riunita (dall'ultimo mozzo al timoniere) per effettuare le scelte relative alla conduzione del vascello e il bottino veniva diviso in quote uguali assegnando in certi casi due quote al capitano e una e mezzo al nostromo.

La pirateria è un fenomeno ancora attuale, i pirati d'oggi hanno armi sofisticate, ma usano le stesse tecniche di abbordaggio. Attaccano navi mercantili disarmate e inoffensive, in alcuni casi uccidono i marinai e s'impossessano del carico.
Si calcola che le perdite annue ammontino tuttora a una cifra compresa tra 13 e 16 miliardi di dollari a causa degli abbordaggi nelle acque degli Oceani Pacifico e Indiano, in particolare negli stretti di Malacca e di Singapore dove transitano annualmente più di 50.000 carghi commerciali. I più pericolosi sono gli indonesiani, che nel 2000 si sono meritati il nome di "feroci pirati" per aver depredato 86 mercanti. Mentre il problema si presenta saltuariamente anche sulle coste del Mediterraneo e del Sud America, in America del Nord e nel Mar dei Caraibi la pirateria è stata debellata dalla Coast Guard degli Stati Uniti.

Il Futuro della perla azzurra.

Rinascita
Fu a questo punto - fra la depressione economica, le terribili sofferenze che affligevano il pianeta e un'ondata crescente di terrore autoritario - che venne finalmente piantato il seme della speranza. All'inizio, gruppi relativamente piccoli di Pensanti iniziarono ad accrogersi che non era difficile lasciarsi alle spalle petrolio gas e carbone, e tutto quello che comportavano. In quei tempi difficili, molti pensanti si rivelarono comprensibilmente interessati a costruirsi da soli le proprie case e fu abbastanza facile attrezzarle con apparecchi per sfruttare Energie Alternative che combinavano elettricità e calore derivati dal sole. Con questi strumenti, i Pensanti riuscirono a soddisfare il fabbisogno energetico delle proprie case in ogni momento, di giorno e di notte, avanzando oltretutto parecchia elettrecità utile per scindere l'idrogeno dall'acqua e accumulare quindi delle scorte da immagazzinare in casa, o da usare per alimentare i carri senza cavalli. Appena pochi anni prima, imprese di pubblici servizi avevano gestito centrali energetiche, compagnie petrolifere avevano posseduto stazioni di rifornimento, ed entrambe le categorie avevano rivelao una tendenza a svuotare senza ritegno le tasche dei Pensanti Consumatori appena se ne fosse presentata l'occasione. Ora, invece, singoli Pensanti erano riusciti a sostituirsi alle imprese di pubblici servizi e alle compagnie petrolifere, la luce da loro non mancava mai e il carburante non scarseggiava, quantomeno a livello locale. Anzi, era proprio il contrario: la nuova generazione di case poteva generare più elettricità di quante ne occorresse. perciò poteva riversarla nella rete elettrica locale o nazionale. Quel che rimaneva dell'industria edile notò questo trend e lo copiò. Prima che si potesse dire: "Ehi, siamo arrivati al punto critico", furono pochissimi gli edifici di nuova costruzione che non fossero Templi dell'Energia Alternativa

TOC TOC - Chi é?!? - Ma vattene a...

Diceva un tempo un "vecchio saggio"... Ad una ragazza che mi ha chiesto: Che cosa non vi piace.............?della vostra vita?e perchè l'essere umano è spesso insoddisfatto?

Io ho risposto così:
Posso considerarmi abbastanza soddisfatto,
malgrado ferito nel cuore...
Odio le malelingue... Le mozzerei tutte...
Odio l'invidia altrui...
Odio le persone che non sanno apprezzare le piccole cose -
Odio la scortesia...
Odio l'indifferenza...
Odio la cattiveria gratuita...
Odio chi non sa perdonare...
E forse anche qualcos'altro

Tratto da un post:
Arancia Meccanica. Kubrik aveva ragione? La violenza è frutto della società oppure è una questione di indole?
Penso sia frutto di entrambe le cose e soprattutto delle esperienze e del bagaglio culturale di ciascuno di noi!