giovedì 30 agosto 2007

CHI SONO

Potrei dirti chi sono, ma vorrei tu lo capissi da solo -
Potrei dirti chi sono, ma vorrei tu cercassi una mia qualità -
Potrei dirti chi sono, ma sbaglierei senz'altro -
Sono allo stesso tempo la mano e la luce delle tue proiezioni -

Vengo sempre da molto lontanto e diverrò in men che non si dica il tuo "Simpatico Vicino" -
Al chiaror notturno della Luna però... Rinvigorito dalla luce argentea... Sparirò, Alla ricerca di un Mondo nuovo...

giovedì 23 agosto 2007

ROMANTICISMO

Quella fetta di emozione proveniente da valori assoluti,
quasi principi,
quasi "metodi di ricerca di felicità", di realizzazione...

Una sorta di "vettore irrazionale",
strade che ci creiamo,
piste da seguire -
quasi quasi "autosuggestione"...

Quando però cotali emozioni sono trainate da "Motivi Esistenziali"
ecco allora che il significato di romanticismo
assurge ad un qualché di più elegante,
di più poetico...
Di più "Divino -

mercoledì 22 agosto 2007

IL RITORNO DEL PIRATA

LUNGO E' STATO IL VIAGGIO
PERCORSI SCOSCESI

MONTAGNE,
COLLINE SONTUOSE,
LAGHI CHE RIFLETTEVANO IL PAESAGGIO CIRCOSTANZIALE:
UNA NATURA PURA!

UN VENTO CHE TI PORTA LONTANO...

IL BESTIAME PASCOLAVA CREANDO ARMONIA

UNA NATURA A MOMENTI CUPA
ET IN ALTRI
RICCA DI "VIVACI VIBRAZIONI" -

L'ASSE DEL TEMPO SPOSTATO IN ALTRE DIMENSIONI,

UN ALTRO MONDO...
UN LUOGO QUASI INCANTATO,
UN SITO MUTEVOLE ET ACCOGLIENTE

LE HIGHLANDS!

mercoledì 1 agosto 2007

L’orsetto goloso e il gufo musone





Nel bosco si diceva che tra tutti gli animali il più scontroso e musone fosse il gufo; nessuno però era mai riuscito a parlare con lui perché passava tutto il giorno a riposarsi in mezzo alle fitte foglie di un gigantesco albero. Spesso i pregiudizi, anche se privi di fondamento, con il tempo diventano certezze. In realtà il gufo, come ogni altro animale notturno, usciva dalla sua tana solo quando tutti gli altri animali dormivano profondamente: per questo motivo non aveva mai avuto modo di incontrare nessuno di loro. In quel bosco viveva anche mamma orsa e i suoi tre piccoli, che trascorrevano tutto il tempo a giocare e a divertirsi tra di loro. I tre orsetti andavano matti per il miele, e quando mamma orsa riusciva a scovare un alveare, tutti insieme facevano delle grandi scorpacciate. Uno dei piccoli però, era molto più discolo e disobbediente degli altri due, e si allontanava spesso per combinare qualche marachella. Infatti, durante una meravigliosa giornata di primavera, l’orsetto impertinente sentì nell’aria un profumino dolciastro e assai familiare, e senza avvertire la sua famiglia se ne andò per la sua strada. Seguendo quell’odorino delizioso, il cucciolo curioso giunse ai piedi di un albero cavo, e senza pensarci un attimo, infilò il suo musetto nella fessura per controllare cosa ci fosse dentro: il suo nasino aveva fiutato un alveare pieno zeppo di miele! Con l’acquolina in bocca e facendo molta fatica, il furbacchione riuscì ad entrare nella cavità e in un battibaleno riuscì a succhiare tutto il miele dell’alveare. L’orsetto goloso era così satollo che si addormentò lì dove si trovava. Scese la notte, e mamma orsa e i due fratellini, che avevano cercato invano il discolaccio, decisero di rimandare le ricerche e si addormentarono tra le foglie secche. L’orsetto, intanto, si era svegliato di soprassalto ancora dentro la cavità dell’albero. Fu una tragedia quando il cucciolo si accorse di non riuscire più ad uscire da lì, tanto era gonfio il suo pancino. Piangendo a dirotto, si rese subito conto che tutti gli animali dormivano profondamente, e che nessuno lo avrebbe aiutato a venir fuori dal buco. Quando il piccolo era ormai disperato, sentì sbattere forte le ali, e una voce roca e profonda gli chiese cosa era capitato. Era il gufo, che non sembrava affatto burbero come si diceva, anzi, si mostrava molto preoccupato per il povero orsacchiotto! Il cucciolo raccontò all’uccello tutto quello che era successo, e confessò di aver fatto una scorpacciata di miele. Sospirando, il saggio animale disse all’orsetto che non si poteva far altro che aspettare digiunando, e che prima o poi il pancino si sarebbe sgonfiato. Paziente come nessun altro animale, il gufo fece compagnia al piccolo orsetto impaurito per tutta la notte, e gli raccontò un sacco di storie per allietare quelle interminabili ore. Quando il sole era già alto, l’orsacchiotto riuscì finalmente a venir fuori dalla cavità : il suo pancino si era sgonfiato, ma l’impresa era riuscita soprattutto per merito del gufo che, col suo becco robusto e ritorto, aveva potuto allargare la fessura per quanto era possibile. Prima di tornare a casa, il cucciolo ringraziò il suo nuovo amico: se non ci fosse stato il gufo, sicuramente l’orsetto avrebbe ricordato quella notte come la più terribile di tutta la sua vita. Così, il piccolo orso si strappò un ciuffetto di peli dalla coda e lo donò al gufo per lasciargli un ricordo di quella lunga notte, che dopo tutto era stata piacevole grazie ai suoi racconti. Da quel giorno i due animali non si incontrarono mai più, perché l’orsetto continuò a vivere di giorno, ed il gufo di notte come gli altri suoi simili. Grazie all’avventura dell’orsacchiotto goloso, la voce che il gufo era un animale musone e scontroso fu presto smentita. A volte l’apparenza inganna, e non bisogna mai dare giudizi affrettati senza prima conoscere la realtà. Ancora oggi la caratteristica più curiosa del gufo è proprio uno strano ciuffetto di peli scuri sulla punta delle sue orecchie, sembrano proprio quelli di un orso!